Uso qui volutamente il titolo "il mio Karate" per sottolineare il fatto che tutto
ciò che scrivo su queste pagine è soltanto l'esternazione delle
sensazioni da me provate durante la mia personale esperienza nella pratica del
Karate. Sono convinto che chi ama il Karate
sa che ognuno di noi pur seguendo gli insegnamenti del proprio Maestro e seguendo la tradizione nello studio delle tecniche e dei loro fondamenti, lo vive come esperienza personale,
non mi
riferisco ai principianti ma a chi ha già conseguito la cintura nera e quindi
si sta allenando e studiando per approfondire la propria conoscenza e ottenere
un approccio più consono alle proprie capacità durante la pratica. In
altre parole, seppure dobbiamo seguire i fondamentali nello studio, ciascuno
deve poi adattare il Karate alle proprie capacita, un esempio su tutti, in una
lezione si possono trovare praticanti di qualsiasi età, va da se che chi
ha venti anni porterà un attacco Yokogeri al viso del proprio avversario mentre
un sessantenne può arrivare al massimo al ginocchio o alla cintura del suo
avversario, ma entrambi eseguiranno quella tecnica in modo corretto cioè
alzando e piegando la gamba e poi sganciando l'attacco, questo
non significa che la tecnica sarà diversa ma solo che essa sarà rapportata
alle capacita fisiche del singolo individuo, quindi ognuno pratica il SUO
Karate.
sa che ognuno di noi pur seguendo gli insegnamenti del proprio Maestro e seguendo la tradizione nello studio delle tecniche e dei loro fondamenti, lo vive come esperienza personale,
non mi
riferisco ai principianti ma a chi ha già conseguito la cintura nera e quindi
si sta allenando e studiando per approfondire la propria conoscenza e ottenere
un approccio più consono alle proprie capacità durante la pratica. In
altre parole, seppure dobbiamo seguire i fondamentali nello studio, ciascuno
deve poi adattare il Karate alle proprie capacita, un esempio su tutti, in una
lezione si possono trovare praticanti di qualsiasi età, va da se che chi
ha venti anni porterà un attacco Yokogeri al viso del proprio avversario mentre
un sessantenne può arrivare al massimo al ginocchio o alla cintura del suo
avversario, ma entrambi eseguiranno quella tecnica in modo corretto cioè
alzando e piegando la gamba e poi sganciando l'attacco, questo
non significa che la tecnica sarà diversa ma solo che essa sarà rapportata
alle capacita fisiche del singolo individuo, quindi ognuno pratica il SUO
Karate.
In questa prima uscita mi fermerò quì lasciando ad ognuno la considerazione di quanto sopra scritto. Nei prossimi
post ho intenzione di scrivere le mie esperienze rapportandole ai 20 precetti
del Karate che il maestro Gichin Funakoshi ci ha lasciato in eredità. Se
leggete le bibliografie che li trattano, durante le lezioni vi accorgerete
che essi sono ben radicati nelle parole dei i nostri maestri, per
coglierle però è necessario imparare ad ascoltare, certo non è facile svuotarci
delle nostre convinzioni, ma dopo esserci sforzati di farlo per molto tempo, un
giorno ci accorgeremo di esserci riusciti, in quel preciso momento cominceremo
a assimilare lo spirito del karate.
Buona lettura.
Le opinioni dei miei lettori sono per me vera fonte di apprendimento, per favore lascia un commento.
Buona lettura.
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