Presentazione:
Devo qui precisare che il presente articolo non e scritto con la pretesa di imporsi come linea di pensiero per l' istruttore di karate odierno, ma essa trae fondamento da riflessioni introdotte durante esperienza se pur piccola da me acquisita durante il periodo trascorso per l'insegnamento da tirocinante agli allievi che ho la fortuna di seguire, questo è pittosto un progetto personale futuro, anche se credo possa essere condiviso da molti praticanti di karate che decidono di diventare istruttori.
Un istruttore alle prime esperienze quasi certamente rivolgerà la sua offerta di insegnamento a bambini e ragazzi in età adolescenziale, per questo motivo la tesi si svilupperà con riferimenti a questa fascia di allievi, in ogni caso, a parte la crescita fisica, la maggioranza dei concetti trattati è applicabile anche ad allievi adulti; per dirlo in due parole, mi riferisco alla possibilità di migliorare,lo stile di vita che ha chi pratica Karate anche se di età adulta, infatti al momento non ricordo una disciplina sportiva che riesca a radunare in una stessa sessione di studio e pratica allievi di eta diversa, eta che può variare dai 6 anni in poi da quello che ho visto nella mia esperienza di pratica.
Certamente ognuno di loro praticherà il suo karate, ma questo è il fine dello studio di questa disciplina, l' espressione personale del proprio carattere si riflette inevitabilmente nel mettere in pratica i concetti appresi e nella ricerca della tecnica finale "todome" adatta ad ognuno. Oltre a tutto ciò, sono fermamente convinto che l' istruttore di karate abbia oggi una formidabile opportunità di fare di questa disciplina una vera professione e perché no trasformare in lavoro una propria passione. Una strada questa forse non facile ma sicuramente praticabile, inoltre personalmente ci vedo la possibilità di condividere con altri la propria esperienza e conoscenza ricavandone un utile, è innegabile come lo studio del karate abbia dei costi in termini di tempo e soldi, inoltre dura tutta una vita, quindi perchè uno studente di karatè non dovrebbe trasformare in attività una passione che già impegna buona parte della sua vita ?
Considerando che il karate ha oggi una presenza consolidata nel mondo grazie alla lungimiranza del maestro Gichin Funakoshi che ne favorì la diffusione con l' impegno di figure di riferimento come suo figlio Yoshitaka e i maestri Masatoshi Nakayama, Hidetaka Nishiyama e Taiji Kase e in particolare in Italia da oltre 40 anni grazie a maestri come Hiroshi Shirai e Takeshi Naito solo per citarne alcuni, possiamo pensare che questo dà al futuro istruttore una enorme miniera di informazioni che possono aiutarlo nel suo compito, purchè egli abbia la volontà di attingervi.
Quanto ho scritto sopra mi porta a riassumere tutto in una considerazione. • "Come deve porsi l'odierno istruttore di karate di fronte agli allievi a cui andrà ad insegnare e quale spazio temporale è indicato per inserirsi con la sua offerta di insegnamento?.
La tesi:
Sono passati ormai più di trent'anni da quando i film per lo più cinesi hanno portato in italia la passione e la conoscenza per le arti marziali, una passione in continua crescita, come, in un articolo del novembre 2008, il Sole 24 ore citava, indicando un numero di oltre 600 mila, i praticanti di arti marziali in Italia, numero che fa di queste discipline orientali legate al combattimento uno degli sport più praticati nel nostro paese. Solo il calcio e nuoto cita sempre nello stesso articolo il sole 24 ore, hanno maggiore successo. In ogni caso una gran parte di questi , sono praticanti di karate anche se gli stili e le scuole diverse li suddividono ulteriormente. Queste cifre offrono gli stimoli per avviarsi alla carriera di istruttore e perché no, farne per chi ne è interessato, una professione.
Sempre più nel corso degli anni il karate ha conquistato in italia un posto tra le discipline educative, non solo sport da combattimento, questa tendenza è in continuo aumento perchè questo tipo di approccio contribuisce a rivelare quella che è l' essenza del karate, cioè un mezzo per la crescita e la formazione della personalità sia psicofisica che morale attraverso la pratica sportiva. Con il karate il praticante attraverso confronto con l'avversario da sfogo alla sua naturale aggressività sia esso bambino o adulto, ma insegna comunque loro a tenere in debito conto la dignità dell' antagonista ed a riservargli il dovuto rispetto, così come il lavoro di squadra fa si che il praticante si abitui ad un comportamento sociale di collaborazione con i propri compagni. Il karate è quindi oggi una formidabile opportunità di crescita dei giovani con l' acquisizione di valori di eguaglianza coraggio e moralità, inoltre è per gli adulti una spinta verso un personale e radicale miglioramento.
Ma anche per l' istruttore che saprà attingere da questa sua esperienza vi è un' altrettanto formidabile opportunità per continuare ad accrescere la sua conoscenza, ed in questo modo trovare la giusta via per avvicinarsi sempre più alla comprensione del proprio ruolo. Quindi diventare istruttore pone nella condizione di essere sempre più una figura di riferimento, si assumono per questo dei precisi doveri e responsabilità.
• Guidare gli allievi verso conoscenza delle tecniche attraverso la pratica.
• Evitare che gli allievi subiscano danni durante le lezioni
.
• Avere una mente aperta verso tutti, siano essi di razza o credo diverso.
• Prestare attenzione agli eventuali disagi che possono evidenziarsi durante le lezioni.
• Mantenersi costantemente aggiornato sia sugli sviluppi del karate che sulle
tematiche riguardanti gli allievi in eta adolescenziale e gli approcci migliori da tenere
con quelli adulti.
• Tenere sempre gli interessi degli allievi in prima posizione per dare ad ognuno di loro
la possibilità di esprimersi.
• Coinvolgere i genitori dei più piccoli ed evidenziare i progressi ottenuti.
• Rispondere senza nascondere alle domande che gli vengono rivolte.
Particolare importanza deve avere aiutare i piccoli allievi nello sviluppo psicofisico durante la crescita, data l' enorme incidenza che il karate indubbiamente ha su questa, è sempre più imperativo che un istruttore abbia un'atteggiamento professionistico e che si tenga costantemente aggiornato sull' evoluzione delle tematiche collegate alla cresita dei bambini, certamente non si richiede di sostituirsi ai medici e psicologi infantili e adolescenziali, ma che egli si evolva, non solo nel karate ma anche nei metodi e i tempi da utilizzare durante le sessioni dei corsi e che debba migliorare sempre la sua cultura, l'istruttore infatti non deve dimenticare che i bambini crescono grazie alla loro curiosità e innata volontà di conoscere. E' necessario quindi che egli sappia rispondere in modo adeguato alle domande che, inevitabilmente, i suoi piccoli allievi faranno durante le lezioni, in fondo egli sarà per loro una figura di riferimento. Questo può far si che diventi un reale aiuto per i suoi piccoli ellievi durante l' età evolutiva.
Nella preparazione tecnica degli allievi l'istruttore non deve sostituirsi ai medici che per esempio si occupano della corretta crescita fisica e psichica dei ragazzi, ma deve piuttosto aggiornarsi presso professionisti o pubblicazioni esattamente come fa per il karate, deve interfacciarsi con loro seguirne gli sviluppi e le tecniche di prevenzione al fine di evitare danni che pur possono divenire reali durante la pratica di qualsiasi disciplina sportiva, a maggior ragione nel karate in quanto si tratta di una disciplina volta al combattimento quindi allo scontro fisico che, seppure preveda un livello di controllo come parte inscindibile del suo studio, l'incidente dovuto alla troppa personalità di alcuni allievi o a errata valutazione del momento è sempre in agguato, questo è assolutamente da evitare se non si vuole relegare lo studio del karate a mera dimostrazione di forza fisica e prevalenza sugli altri individui, non è e non deve essere il caso. Inoltre rimanere informato anche in via basilare sul sistema muscolo scheletrico lo può aiutare ad evitare danni nella crescita degli allievi, conoscere per esempio come e quando far eseguire esercizi di riscaldamento o allungamento può nei limiti del possibile evitare traumi agli allievi. L'informazione appresa con il consulto di professionisti può essere una buona idea per la pratica sempre più professionale dell'insegnamento.
Avere la mente aperta con tutte le persone diventa oggi imperativo siamo avviati verso una società multietnica che si sta sviluppando anche in Italia, la conoscenza e le informazioni se pur piccole debbono essere patrimonio comune a maggior ragione nell'insegnamento del karate se si vuole che questo mantenga la funzione di miglioramento dello stile di vita che si è conquistato fino ad oggi in Italia, grazie al lavoro minuzioso di grandi maestri come H. Shirai e T. Naito già citati in precedenza e dei nostri stessi Maestri diretti.
Per ottenere questo egli non deve in alcun modo tentare di interferire nelle varie culture, anche se è buona idea averne almeno conoscenze basilari. L' insegnamento del karate esula da condizionamenti politici e culturali, in quanto esso a mio avviso è integrabile con tutte queste perchè rivolto alla formazione personale e alla conoscenza di se stessi, indicandone la via attraverso l'accettazione delle difficoltà come fatti quotidiani e il loro superamento, è ormai opinione comune che il karate ideologicamente diventa parte della vita quotidiana sia lavorativa che sociale del praticante, avvalorando di fatto l'ottavo concetto che il maestro G. Funakoshi ci ha lasciato in eredità he recita " dojo nomino karate omouna" il karate non si vive soltanto nel dojo.
Prestare attenzione ai disagi che immancabilmente emergono durante le lezioni come la difficolta ad esternare la personalità o al contrario la troppa personalità . Durante la mia piccola esperienza mi è stata insegnata una verità fondamentale, cioè che se si imposta una lezione di karate per dieci o quindici allievi, pensando che tutti questi seguiranno con la stessa attenzione ed eseguiranno la pratica tutti nello stesso modo, ebbene questa lezione è destinata a fallire in quanto le personalità sono appunto diverse così come la capacità di ognuno di ricordare e riprodurre le tecniche, è necessario quindi essere pronti a cambiarne l'impostazione e lo sviluppo in corso d' opera pur tenendo in considerazione l'obiettivo prefissato, riuscire ad individuare le capacità di ognuno può essere utile, anche se non semplice, per avvicinare il corso al medesimo livello. Bisogna inoltre conoscere un pò di psicologia del bambino per ottenere risultati apprezzabili durante una lezione, non si deve dimenticare, per esempio, in una lezione rivolta all' insegnamento delle posizioni, che un bambino è capace di correre a perdifiato per cinque o dieci minuti senza stancarsi ma che si stanca molto facilmente a stare fermo in una posizione per più di dieci o venti secondi. Introdurre momenti di gioco didattico durante la lezione farà ottenere più risultati, inoltre alcuni bambini hanno la necessità di essere sollecitati per esternare le loro capacità, individuarli e chiamarli in centro per una dimostrazione li aiuterà a meglio comprendere quello a cui sono chiamati, non per ultimo tentare di accoppiare allievi con capacità maggiori con quelli che ne dispongono di minori aiuterà entrambi a crescere e ad esprimersi con maggiore facilità. Un' esercizio che uso con i piccoli allievi nell' accorgermi della loro stanchezza è il seguente: farli passeggiare per la palestra e dopo qualche secondo indicargli di fermarsi, chiudere gli occhi e fare un giro su se stessi, dopodiché riaprire gli occhi individuare l' avversario a loro più vicino e prepararsi ad eseguire il Kihon Ippon kumite, quindi, il saluto, avvicinarsi, ajime. Questo li diverte molto perchè per primi si confrontano con loro stessi gratificandosi nel momento in cui riescono ad individuare il compagno a loro più vicino e portare a termine l' esercizio, mi rendo conto che questo sottrae tempo alla lezione, ma a mio avviso li aiuta a sviluppare il senso dello spazio e l'immediata individuazione della posizione che occupano in esso, nelo stesso tempo avremo soddisfatto due delle loro priorità per la crescita, il gioco e la competitività!
Tenere l' interesse dei propri allievi in prima posizione significa lasciare ogni desiderio di gratificazione personale che, se pur umano e comprensibile, esso non è di aiuto all'istruttore nello svolgere il proprio compito, questo può offuscare la sua capacità di giudizio impedendogli di individuare la corretta strada per la giusta formazione dei giovani praticanti. Così se egli considererà la sua lezione come un momento di crescita non solo degli allievi ma anche personale approccera a questa esattamente come approccia ad una lezione con il suo maestro, cioè entrando nel dojo privo di ogni interesse e problema personale, bensì con la mente aperta pronto a recepire le informazioni che riceverà in quella sessione. Così allo stesso modo se sarà disposto con umiltà a mettere da parte il suo ego avrà la possibilità di comunicare con gli allievi con più semplicità, perché non essendo deviato da pensieri estranei potrà avere un piu efficace controllo della situazione in fondo lui dirige la lezione.
Coinvolgere i genitori e tenerli informati circa i progressi dei loro bambini, nella crescita dei giovani è necessaria l'assistenza dei genitori, ma come sappiamo, sempre più spesso essi sono impegnati nel loro lavoro che è diventato oggi una pratica irrinunciabile è richiede l'impegno di entrambi per poter fornire alla famiglia ciò di cui ha bisogno, è importante quindi coinvolgerli nella loro vita sportiva dei loro figli, a questo proposito l'istruttore, deve essere sempre disponibile a rispondere in modo adeguato alle domande dei genitori, per togliere loro, nei limiti del possibile ogni dubbio. Mi è capitato di parlare con alcuni genitori i quali lamentavano il fatto che il loro bambino fosse quasi maltrattato dei suoi compagni, ma come spesso accade i bambini raccontano la loro verità, ora il compito dell'istruttore non è quello di dare ragione a questo o a quell' altro al solo scopo di non perdere l' allievo, ma spiegare loro che il loro bambino si comporta esattamente come tutti gli altri, e senza dire cosa fa o cosa non fa ma semplicemente che si comporta come un bambino di 6 7 o 8 anni, personalmente ho utilizzato e utilizzo questa tecnica che fino ad oggi ha dato i propri frutti, ho espresso il termine tecnica per semplicità, ma in realtà si tratta di usare il concetto di verità, dire ai genitori che fanno domande solo quello che vogliono sentire non è una buona idea dal mio punto di vista, forse perderemo un allievo ma questa eventualità può essere la conseguenza di un nostro errore.
Altra nota dolente è che spesso i genitori sono abbastanza avversi ad accompagnare i propri figli ad uno stage o ad una gara, l' istruttore in questo caso deve indicare in modo chiaro che i bambini in questa fase hanno la possibilità di misurare i loro progressi, di esternare la loro personalità e nello stesso tempo permetterà al genitore attento di valutare se il proprio figlio ha dei cambiamenti visibili. Inoltre non bisogna dimenticare che l'istruttore resta a contatto con i suoi allievi solo durante le lezioni per quanto concerne i miglioramenti caratteriali e di crescita la fonte dove attingere sono i genitori, bisogna quindi informarsi se essi notano cambiamenti per esempio comportamentali o di rendimento scolastico, la pratica è spesso faticosa per i bambini ma più spesso troppo impegnativa per i loro genitori.
Rispondere senza nascondere alle domande degli allievi che per loro natura di bambini sono molto curiosi e desiderosi di sapere, le risposte dell'istruttore devono essere concise e chiare per non confondere i piccoli allievi, che ricevono una quantità incredibile di informazioni dall' esterno o a scuola, senza dimenticare quelle che potrebbero ricevere da alcuni sedicenti esperti di karate, per fare un' esempio, un' allievo undicenne mi chiese se per l'esame di cintura nera gli sarebbe stato chiesto di rompere tavolette con le mani, quando gli chiesi chi lo aveva informato di questo, mi rispose che un'amico di suo padre dovette fare questo per ottenere la cintura nera, questo evidenzia il fatto che molte opinioni più o meno fondate aiutano a confondere allievi e famiglie riguardo al karate moderno inteso come mezzo per la crescita, l' istruttore deve quindi chiarire le cose senza nascondere che alcuni stili o scuole usano metodi di insegnamento se vogliamo abbastanza discutibili e volti al mero sviluppo della forza fisicha, ma che non riflettono in tutto il karate che attinge dalla tradizione, il cui studio invece, tende ad unire corpo e mente per il raggiungimento di un equilibrio personale rivolto al coraggio ma non alla prepotenza, al rispetto e non alla sottomissione, all' obbedienza ma non al servilismo, e far
loro capire che per il il loro figlio hanno fatto la scelta giusta per la sua crescita; ritengo comunque che uno dei compiti dell' istruttore sia quello di fare da ponte di passaggio dall'età adolescenziale a quella adulta dello studio del karate.
Fino a questo punto ho fatto riferimento ad allievi di eta adolescenziale, ma nel portare avanti la sua esperienza l' istruttore di karate avrà sicuramente anche allievi di età adulta e non necessariamente giovani ma anche oltre i trent'anni o più; qui il comportamento dell' istruttore dve essere leggermente modificato, non si deve dimenticare che un' adulto ha gia un suo carattere formato e dispone gia di sue convinzioni, è quindi poco incline ad accettarne cambiamenti radicali, esattamente come un bambino anche l'allievo adulto ha difficolta inizialmente a recepire la corretta postura durante lo studio delle tecniche, la differenza sta nello stress che questo gli procura, certamente un adulto approccia a questa difficoltà associandola al fatto di non averne più le capacità e mille altre sue ragioni come per esempio la perdita dell' elasticità, la difficoltà a tralasciare durante la pratica gli eventi accaduti nella sua giornata lavorativa, la casa i figli ecc. Tutti questi elementi fanno si che con gli allievi in età adulta vi sia una percentuale di rinuncia veramente alta. Quindi come dovrebbe l' istruttore comportarsi per dirla con un' eufemismo "limitare i danni", a mio parere si dovrebbe rinunciare a risultati immediati così come un' istruttore li vorrebbe, voglio dire quando si hanno delle lezioni con adulti incoraggiare l' apprendimento visivo ripetendo l' esercizio insieme agli allievi per quasi tutta la lezione in modo lento per facilitare la memorizzazione dei movimenti e dispensando le varie tecniche in modo professionale, vale a dire se intendiamo avere in una lezione per esemipo il risultato di insegnare una parte del kata Heia Shodan, si dovrebbero mostrare le tecniche che lo compongono in modo dosato, per esempio dimostrare choko tsuki da posizione eretta shizentai, successivamente gedan barai poi la posizione zenkutsu dachi e anche il mawatte sempre con una postura abbastanza alta perchè difficilmente l' allievo di una certa età ha la capacità di assimilare le posizioni basse, specie se soffre di problemi alle articolazioni o alle gambe, quindi eseguire un semplice kihon come tre oitsuki avanzando partendo da gedanbarai introdurre il mawatte può aiutare ad abituare l' allievo ad eseguire le tecniche di cambio direzione durante il kata, infine eseguire con essi la prima parte di heian shodan senza arrivare alla fine in quanto vi è un' altra posizione difficile per un' adulto il kokutsu dachi, questo deve essere introdotto successivamente con una lezione studiata appositamente.
Ripetere insieme all' allievo le tecniche e le posizioni senza tentare di imporgli grandi correzzioni, ma dosando queste in modo quasi millimetrico fino a che egli non avrà acquisito sicurezza perchè ha ormai memorizzato i movimenti, il tempo di risposta può essere maggiore in un'adulto egli infatti come ho già scritto, si trova a combattere un nemico poco disposto a modificare la sua personalità ormai prevalente, in ogni caso quando avremo appurato che l' allievo ha integrato lo studio del karate nell suo ordine di idee, naturalmente non deve mancare il nostro continuo incoraggiamento, cioe lo avrà accettato come pratica percorribile anche da se stesso, allora si potrà passare alla sistemazione delle posture e al raffinamento delle tecniche. Anche gli adulti hanno bisogno di essere sollecitati e aiutati a vincere la propria insicurezza nella pratica, quindi anche per loro il trovarsi a dimostrare di fronte ad altri allievi è un grande aiuto, non si deve però dimenticare di non esagerare, perchè lo stress a lui imposto in questi casi è sicuramente maggore che per un bambino, l'adulto infatti è poco disposto al gioco anche se inconsapevolmente ne ha bisogno. Per gli adulti lo studio del karate ha un'obiettivo che non porta alla crescita fisica anche se il fisico ne ottiene indubbiamente dei benefici, ma al miglioramento caratteriale, quindi si deve anche a lui insegnare le tecniche e fargli comprendere quale potenza possa sviluppare, ma a maggior ragione bisogna insegnargli a controllarsi per evitare esplosioni di personalità o troppa fiducia in se stessi, condizione questa che potrebbe farlo deviare da quello che deve rappresentare la pratica del karate, egli deve essere messo in condizione di comprendere che la pratica è per lui un mezzo
per migliorarsi, e non un sistema di prevaricazione. Bisogna ricordare che per un' adulto il concetto di forza è già acquisito, si tratta quindi di indicargli dove concentrarla e quando In generale; e questo riguarda sia adulti che bambini, sono dell' idea che tutti gli allievi devono conoscere le loro carenze, ma questo deve diventare un obiettivo dell' istruttore a migliorale senza esasperare gli allievi non un' esasperazione per loro, al contrario le capacità devono essere oltre che evidenziate anche gratificate perchè un' allievo che acquista fiducia in se stesso sarà più propenso a fidarsi del proprio istruttore, in altre parole l' istruttore deve considerare le eventuali carenze degli allievi come materia di studio per le lezioni successive, certo questo non è facile anche per la già menzionata diversità di apprendimento di ognuno, ecco perchè essere istruttori di karate significa essere sempre più dei professionisti, dare un servizio agli allievi che gli sia veramente utile e non solo per ottenere un utile, seppure ritengo l'eventualità più che legittima, ma ogni professionista dovrebbe sapere che i risultati migliori si ottengono se l' offerta di insegnamento ha un programma funzionale ed assimilabile facilmente per il raggiungimento dei risultati.
La mia opinione è che le difficoltà di apprendimento esistono in pari misura sia nei bambini che negli adulti, ma mentre un allievo bambini è come un contenitore nel quale inserire conoscenza, l' adulto rappresenta più una scatola con il coperchio sigillato dalle sue già acquisite esperienze, è quindi necessario per questi ultimi prima sollevare il coperchio poi inserire informazioni e ciò va fatto ad ogni nuova lezione.
In conclusione, dove inserirsi per una maggiore diffusione del karate tra i bambini e adolescenti che tornati a casa al termine delle odierne attività scolastiche molto probabilmente passeranno il tempo che separa il ritorno dei genitori dal lavoro a guardare i programmi televisivi senza avere una guida che possa indirizzarli verso quelli più adatti alla loro corretta formazione oppure consumeranno il loro tempo con videogiochi dai contenuti sempre più discutibili o ancora peggio passeranno per strada le ore vuote avvicinandosi a rischi e scelte sempre più spesso obbligate dalla loro costante richiesta di attenzione da parte degli adulti.
Il punto in cui inserirsi come istruttori di karate, è nello spazio temporale tra la scuola e la famiglia. Come fare a realizzare questo progetto è una cosa credo del tutto soggettiva, ma a mio avviso il metodo da seguire è quello di presentare alle scuole progetti di corsi di karate, impostati come materia didattica con obiettivi chiari e soprattutto realizzabili,ponendo la crescita emotiva e civica dei piccoli allievi come target finale del progetto. Il karate deve essere presentato come una vera disciplina atta al corretto sviluppo psicofisico dei giovani.
Questo per quanto riguarda l' acquisizione di allievi in eta adolescenziale.
Per acquisire invece degli allievi adulti, si puo presentare sempre alle scuole un progetto atto alla difesa personale, da questi corsi e possibile avere poi persone disposte ad approfondire la pratica del karate.
Le modalità e i tempi per realizzare progetti di questo tipo, dipendono poi da ognuno, ma questa tesi è centralizzata sulla possibilità che ha un nuovo istruttore di diventare un professionista, quindi fare del suo studio una vera attività lavorativa. Oggi questa è una opportunità veramente reale per aiutare a diffondere il karate e nello stesso tempo ottenerne un utile.
Se consideriamo il fatto che il karate oggi non si insegna e impara con il proposito di diventare un supereroe che spazza via i torti a forza di tecniche, queste sono cose da film, anche se un bambino ci si avvicina con queste motivazioni, la realtà è ben diversa, con il tempo ed un lavoro paziente si riuscirà ad instradare molti, non tutti gli allievi verso la corretta assimilazione dei concetti basilari che fanno del karate una fantastica se pur faticosa attività per tutta la vita. Altrimenti cosa dovrebbe farne un'adulto che decide di diventare istruttore del proprio karate se non metterlo a disposizione degli altri diffondendo nel suo piccolo ciò che ha imparato ed acquisito?
Questo secondo il mio pensiero è come dovrebbe porsi un istruttore di karate di fronte ai propri allievi e alla necessità odierna di dare ai giovani valori come rispetto, eguaglianza, senso civico, coraggio e difesa dei più deboli concetti questi che purtroppo, come spesso le cronache odierne ci raccontano, sembrano sempre più lontani, ma sarà forse possibile recuperarli attraverso la pratica e lo studio che porteranno ad una maggiore sicurezza dei giovani e li renderà adulti migliori in quanto saranno i veri conoscitori di se stessi; nello stesso tempo egli potrà avviare anche gli adulti che decideranno di praticare il karate verso un miglioramento del loro carattere, qui sottolineo miglioramento perché come già scritto il carattere di un' adulto è già parte di se stesso, quindi avere la pretesa di cambiare le personalità e del tutto fallimentare, mentre miglioramenti sono sempre possibili e un praticante di karate questo concetto lo conosce bene.
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